La fantasia al potere

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Trenitalia risponde

Mi hanno addebitato 4 biglietti invece di 1.
Segnalo la cosa sul sito.

Dopo due giorni mi arriva la risposta via mail. Il messaggio inizia così:

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ATTENZIONE:
Si raccomanda di non rispondere a questo messaggio, in quanto la casella postale da
cui e’ stato inviato non e’ abilitata alla ricezione di e-mail.

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Va bene, non rispondo al messaggio – ma almeno ditemi come cacchio ribattere, perché nel resto della mail mi dicono l’esatto contrario di quello che dice il mio estratto conto: c’è stato un solo addebito.

L’unica sembra essere fare una nuova segnalazione, senza possibilità di specificare il riferimento alla vecchia.
Probabilmente risponderanno che c’è stato un solo addebito. Al che farò una nuova segnalazione per dire che no, sono stati quattro. E così via.
Devono aver assunto i fantasmi di Kafka e Ionesco.

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Reazioni

Dei tizi vogliono vogliono costruire un centro culturale islamico nei pressi di Ground Zero.
Come reazione, un altro tizio vuole bruciare il Corano in diretta TV.
Come reazione alla reazione, vengono bruciate delle scuole cristiane in India.

Io non sono molto credente; se è questo quello che fanno i credenti convinti, sono sempre più contento di non essere tale.
Senza voler offendere nessuno, si intende, che le reazioni alle reazioni delle reazioni mi fan paura!

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Great people

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L'albanese

In ufficio si assumerà Uljan, un ragazzo albanese.

Una collega si è detta fermamente contraria: gli albanesi rubano È nella loro razza rubare, non posso farne a meno. E se per caso finora è stato onesto, è perché vuole riuscire a rubare di più dopo.

Non mi colpisce che ci siano persone che, nel 2010, la pensano così. Mi stupisce che non provino neppure a mascherare con altri argomenti il loro pregiudizio: evidentemente parlare di razza albanese è un argomento perfettamente sensato e accettabile. E questo mi fa paura.

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In corretta lingua italiana

Caro Colaprico*,

vorrei per il tuo tramite denunciare il Sindaco Moratti, il vicesindaco De Corato e la Giunta Comunale tutta per violazione dell’art. 87 del Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Milano che statuisce: «E’ vietata qualunque esposizione d’insegne, vetrine, cartelli, frontoni, ditte e pubblicità d’ogni specie, senza l’approvazione dell’Autorità Comunale. Le leggende devono essere in corretta lingua italiana. Si può tuttavia aggiungere la traduzione in lingua straniera purché in caratteri meno appariscenti».

Rammento distintamente che un paio d’anni fa il Comune ha tappezzato l’intiera città di volantini recanti la scritta «EXPO 2015», e nel vocabolario della nostra bella lingua non ritrovo questa parola. Più di recente il Comune inoltre ha creato, e pubblicizza con cartelli e manifesti, i servizi di «bike sharing» e «car sharing». Ha aperto al pubblico lo «Urban Center», fornisce il servizio «Traffic News» e a tarda sera fa circolare il «Bus by Night»: tutta roba che non so cosa sia ma mi mette un po’ di sospetto.

Quanto all’«Ecopass», di cui vedo avvisi ovunque, sospetto trattarsi di una crasi e un troncamento per “ecologia” e “passaggio”, ma converrai con me che tutto ciò non è certo “corretta lingua italiana”.

Del resto, il pesce puzza dalla testa: quando una giunta ha un assessore al «Turismo, marketing territoriale e identità», come può pretendere di dar lezioni d’italiano?

Un caro saluto,

M.

*Piero Colaprico è il tenutario della rubrica Postacelere sulle pagine milanesi di Rep.

via Non ne so abbastanza: Postacelere.

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La rissa

La tessera volante e la rissa alla Camera » Piovono rane – Blog – Lespresso.

Interessante come in questo resoconto di Alessandro Gilioli l’eccezionalità non sia una rissa in parlamento, ma che questa rissa sia interna alla maggioranza.

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